La stagione appena conclusa ha consegnato all’Offanenghese un quinto posto in Eccellenza che, per buona parte del campionato, aveva lasciato aperta la possibilità di guardare anche alle zone più nobili della classifica. I 54 punti raccolti raccontano di una squadra competitiva, capace di chiudere davanti a diverse formazioni importanti, ma anche di un finale nel quale l’obiettivo playoff è sfumato per la forbice di punti.
Ora, però, a Offanengo si apre un nuovo corso. La società ha salutato mister Simone Pelati e scelto Alfredo Magni come nuovo allenatore: un tecnico con un’esperienza maturata anche nel calcio professionistico e che porta con sé un bagaglio particolare, avendo lavorato come preparatore dei portieri in club come Milan e Monza.
Anche il mercato sembra andare nella direzione di una squadra che non vuole semplicemente confermare quanto fatto lo scorso anno. L’arrivo di Alessandro Favalli, giocatore classe 1992 con importanti esperienze nel professionismo e reduce da una stagione da protagonista con il Carpenedolo, rappresenta uno degli innesti più significativi dell’estate.
Con un nuovo allenatore, una rosa in parte rinnovata e un Girone C che si presenta ancora una volta molto competitivo, diventa quindi interessante capire quale sia il progetto dell’Offanenghese e, soprattutto, quanto siano alte le ambizioni della società.
Abbiamo fatto il punto con l’esperto direttore sportivo Fabrizio Urmi, partendo dalla stagione appena conclusa per arrivare alla costruzione della nuova squadra, alle scelte di mercato e agli obiettivi per il 2026/27.
Partiamo dalla scorsa stagione: 54 punti e quinto posto rappresentano comunque un buon risultato, ma l’Offanenghese è stata a lungo in corsa per qualcosa di più importante. Guardando oggi a quel campionato, qual è secondo te il vero rammarico e cosa invece va salvato come base per la nuova stagione?
C’è il dispiacere di non aver raggiunto i playoff, ma il campionato dell’anno scorso è stato al di sopra delle aspettative. Siamo stati un po’ sfortunati negli ultimi mesi, quando, oltre a qualche risultato negativo immeritato, abbiamo perso il nostro bomber Motta, la cui assenza si è fatta sentire.
Abbiamo fatto la scelta di cambiare staff e molti giocatori. Nessun DS può dire di aver lavorato male ad agosto: io sono soddisfatto, perché penso di aver lavorato bene, soprattutto facendo un mercato sostenibile e in linea con le possibilità della società, senza dimenticare che la nuova riforma non ha per niente agevolato le squadre dilettantistiche.
Ad ogni modo, come sempre, sarà il campo a dare il verdetto. Personalmente ritengo che i valori di un campionato emergano da febbraio in poi.
La prima grande novità è in panchina, con l’arrivo di Alfredo Magni. Una scelta particolare, considerando il suo importante passato nel calcio professionistico come preparatore dei portieri. Cosa vi ha convinto di lui e che tipo di Offanenghese vi aspettate di vedere con il nuovo allenatore?
Quando siamo andati a colloquio con il mister ci ha colpito da subito la sua idea calcistica innovativa per la categoria. Abbiamo cercato di fare un mercato funzionale alla sua visione.
La società ha appoggiato questo progetto perché l’obiettivo era proprio quello di realizzare un percorso nuovo, basato su idee nuove. Vedremo i frutti che questa scelta darà, con la consapevolezza di aver affidato alla squadra una guida di spessore umano e professionale.
Il mercato ha portato anche un giocatore come Alessandro Favalli, che vanta una carriera importante tra i professionisti e che conosce molto bene l’Eccellenza. È un acquisto che sembra mandare un messaggio abbastanza chiaro sulle ambizioni della società: quanto è stato importante aggiungere esperienza e personalità alla rosa? E il mercato può considerarsi concluso?
Il mercato a questo punto è chiuso così. Anche perché, eventualmente, ci piace l’idea di dare possibilità a qualche giovane della Juniores. Avere un settore giovanile ha senso se ha uno sbocco e una possibilità per i giovani.
Per quanto riguarda Favalli, è un ragazzo che conosco bene da quando ero a Cremona e lui ha sposato di buon grado il progetto quando gliel’ho illustrato. Oltre a lui voglio sottolineare il valore di tantissimi altri nuovi innesti che abbiamo fatto per allestire la rosa.
Guardando la rosa costruita e il livello del Girone C, dove troviamo diverse squadre che sembrano avere ambizioni importanti, che obiettivo vi siete posti internamente? L’Offanenghese può dichiarare apertamente di voler puntare ai playoff oppure preferite mantenere un profilo più prudente?
Il nostro è un percorso nuovo. Può essere che i risultati arrivino prima del previsto, così come potrebbe servire del tempo per raggiungerli. Fare pronostici ora è quantomeno prematuro.
Lasciamo al mister il tempo di lavorare e plasmare la squadra secondo la sua idea di calcio.
Una domanda da direttore sportivo: se tra nove mesi ci ritrovassimo qui a commentare una stagione che vi ha pienamente soddisfatto, cosa dovrebbe essere successo? Quale sarebbe il risultato che vi farebbe dire che il nuovo progetto Offanenghese ha preso la direzione giusta?
Sicuramente i risultati sul campo, perché nel calcio è la prima cosa che salta all’occhio. Ma la società ha sicuramente a cuore la crescita dei ragazzi giovani: questa sarebbe un’altra importante soddisfazione.
Infine, l’idea che il nuovo progetto attecchisca nel modo giusto e possa avere riscontro in termini di sviluppo e di prospettiva.



