PLAYER OF THE WEEK: Mattia Carioni, una tripletta per il Pieranica e per la nonna

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Tre gol diversi: uno di testa, uno di destro e uno di sinistro. Ma quello che Mattia Carioni porterà con sé è soprattutto l’ultimo, segnato nel finale contro l’Albacrema e dedicato a una persona speciale. La tripletta che gli è valsa il riconoscimento di Player of the Week di Baloo Sport racconta tecnica, presenza in area e la volontà del Pieranica di non lasciare andare una partita complicata.

«È stata una gara molto combattuta, come si vede anche dal risultato. L’Albacrema è partita con più convinzione di noi e ha trovato il vantaggio con una bellissima punizione sotto l’incrocio. Siamo riusciti a non farci sorprendere ancora e poi abbiamo reagito. Nel secondo tempo, secondo me, avremmo meritato qualcosa in più anche prima: il loro portiere ha compiuto tre o quattro grandi parate, soprattutto su Baratella».

La rete più importante è arrivata proprio quando la stanchezza avrebbe potuto togliere lucidità: «Tra la voglia di vincerla, qualche rimpallo e anche un po’ di fortuna, sono sbucato davanti al portiere e il pallone è entrato. Segnare il terzo gol all’ultimo minuto: cosa può esserci di più bello? Lo dedico a mia nonna, che è venuta a mancare da pochissimo. Credo che mi abbia aiutato lei».

Testa, destro e sinistro nella stessa domenica. Il gioco aereo, però, rimane la specialità della casa: «Di testa riesco spesso a prendere il tempo meglio degli altri. È una caratteristica che avevo già mostrato l’anno scorso, soprattutto sui calci d’angolo. Leggo abbastanza bene la traiettoria e capisco quando il portiere non può arrivare sul pallone. Poi, naturalmente, segnare di piede e soprattutto con il destro dà sempre una soddisfazione particolare».

Nella scorsa stagione Carioni aveva realizzato nove reti in campionato, più una nei playoff. Dopo tre giornate è già arrivato a quota tre, anche se il suo modo di misurare una prestazione non passa soltanto dai gol.

«Voglio fare bene e migliorare quanto fatto l’anno scorso, ma mi piace anche servire assist. Non devo segnare necessariamente io: devo farmi trovare pronto quando il pallone arriva in area, ma anche aiutare la squadra a costruire e a portare a casa punti. Contro l’Albacrema è stata anche una domenica fortunata, però ero lì dove dovevo essere».

Nel reparto offensivo del Pieranica pesano le assenze di Andrea Ogliari e Daniele Longo, entrambi alle prese con gravi infortuni al ginocchio: «Abbiamo perso due cari amici, oltre che due giocatori importanti, che resteranno fuori a lungo. Andrea l’anno scorso aveva segnato 14 gol e ci aveva aiutati a restare nelle prime posizioni fino al suo infortunio. Il mio obiettivo non è sostituire da solo i suoi gol, ma dare il mio contributo affinché tutta la squadra possa compensare ciò che è venuto a mancare».

Il soprannome “Puma” non è nato su un campo da calcio. «Viene da una serata tra amici quando ero ragazzo, ai tempi di Trescore. Non ha un’origine calcistica. In campo, però, un po’ mi rappresenta: ho sempre avuto convinzione e garra, mi piace pressare e giocare forte».

Più che un centravanti puro, Carioni si considera un giocatore offensivo capace di muoversi in diverse zone del campo: «Sono nato trequartista e ho giocato anche da mezzala. Poi, mettendo su qualche chilo, mi sono spostato stabilmente sulla trequarti o più avanti. Il campo di Pieranica non è enorme e lì davanti possiamo muoverci molto: posso fare l’esterno, il trequartista oppure cambiare posizione con Baratella, Scura e Sangalli. Mi considero più tecnico che veloce».

Il riferimento è Cristiano Ronaldo, soprattutto per l’efficacia nel gioco aereo: «È sempre stato il mio idolo. Nei colpi di testa provo a ispirarmi a lui, anche se sicuramente non salto allo stesso modo. Devo migliorare nella resistenza per avere tutti i novanta minuti, nella velocità e perdere qualche chilo, dai. La condizione arriva giocando, non soltanto allenandosi».

Accanto all’idolo di sempre c’è poi un riferimento molto più vicino: Francesco Mulas dell’Excelsior Vaiano, anche lui protagonista della settimana grazie alla doppietta realizzata contro il Panthers Pantigliate. «Francesco è il mio mentore, oltre che un grandissimo amico e un mio compaesano. Siamo cresciuti insieme e ci tengo a salutarlo e a fargli i complimenti: anche lui ha segnato due gol, contribuendo a una grande vittoria del Vaiano».

Al suo fianco, Carioni può contare su compagni che interpreta come complementari: «Con Sangalli gioco da parecchi anni. È un grande lottatore, tiene il pallone, fa salire la squadra e prende tanti colpi: quando c’è lui, noi ne subiamo qualcuno in meno. Baratella, invece, porta corsa, carattere e mentalità. È il capitano e la bandiera della squadra. Nell’intervallo contro l’Albacrema le sue parole ci hanno spinti ad andare oltre la stanchezza e nel secondo tempo si è visto».

Il Pieranica è diventato anche il luogo nel quale Carioni ha ritrovato il calcio dopo una lunga interruzione: «Sono rimasto fermo tre o quattro anni, anche per gli impegni di lavoro nell’azienda di famiglia. Non era semplice ricominciare, ma a Pieranica mi hanno accolto benissimo e con questa squadra sto crescendo nuovamente, un passo alla volta. Anche i nuovi si stanno integrando molto bene: abbiamo un gruppo fantastico e una panchina che ci permette di avere sempre alternative valide».

L’obiettivo stagionale, questa volta, è dichiarato: «L’anno scorso eravamo appena tornati in categoria e non avevamo parlato apertamente di playoff. Quest’anno non ci nascondiamo: vogliamo arrivarci. La squadra e i giocatori ci sono, quindi possiamo e dobbiamo fare bene».

Nel prossimo scontro diretto con il Paderno, Carioni non potrà essere in campo. La fiducia nei compagni, però, rimane intatta: «Mi dispiace non esserci in una partita così, tra la prima e la terza, ma conosco le qualità della nostra squadra. Andremo là a testa alta, con la voglia di giocare e dimostrare quello che possiamo fare».

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