Due mesi dopo i trionfi al Voltini, Pianenghese e Polisportiva Fiesco si ritrovano di fronte al centro sportivo Enzo Saronni di Pianengo. In palio c’è la Supercoppa Amatori CSI, valida come 2° Memorial Gianni Chiodo, e a prendersela è la Pianenghese: 2-1, con Pappone e Luca Pellegrini a segno prima della rete di Managò che tiene aperta la finale fino agli ultimi minuti.
È una partita fisica, intensa, giocata con un agonismo alto ma sempre dentro i confini della correttezza. Il Fiesco parte meglio, aggressivo sulle seconde palle e molto verticale nella ricerca di Ibrahima e Managò. La Pianenghese inizialmente fatica a uscire con pulizia e soffre soprattutto la velocità dei due attaccanti, senza però concedere occasioni realmente nitide.
Con il passare dei minuti la squadra di Pellegrini prende le misure. Pappone comincia a trovare spazio tra le linee e a dialogare con Bianco e Bonizzoni, mentre la costruzione diventa più fluida. Il vantaggio nasce da un’iniziativa di Mastrapasqua: il centrale si sgancia, supera un uomo sulla fascia ed entra in area, mettendo un pallone in mezzo sul quale la difesa del Fiesco riesce a respingere un paio di tentativi. Alla fine è Pappone a trovare lo spazio per battere il portiere e firmare l’1-0.
Poco dopo la Pianenghese sfiora anche il raddoppio. Bianco viene liberato al limite e cerca il pallonetto sul portiere in uscita: per un attimo sembra gol, ma la palla termina di poco fuori e l’urlo resta strozzato.
La ripresa mantiene lo stesso livello di intensità. La Pianenghese sembra aver trovato le contromisure alle verticalizzazioni avversarie e trova il 2-0 con Luca Pellegrini, bravo a sbucare in area dopo una situazione insistita nata da fallo laterale.
Sembra il colpo capace di spegnere la finale, ma il Fiesco non esce dalla partita. Una palla lunga viene spizzata per Managò, che attacca lo spazio sul filo del fuorigioco, entra in area e accorcia le distanze. Poco dopo arriva anche il momento che avrebbe potuto cambiare completamente la serata: la Pianenghese si fa trovare troppo piatta, Balzarini serve Ibrahima e l’attaccante trova la rete del possibile 2-2, annullata però per fuorigioco.
Nel finale il Fiesco continua a spingere, mentre la Pianenghese trova campo per ripartire ma non riesce a sfruttare un paio di situazioni per chiudere definitivamente la gara. Il risultato non cambia più.

Una finale che i due allenatori leggono in maniera molto simile. Pellegrini riconosce soprattutto le difficoltà iniziali della sua squadra: «Nella fase iniziale abbiamo sofferto la loro aggressività e la velocità con cui attaccavano gli spazi. Con il passare dei minuti, però, siamo riusciti a trovare il nostro equilibrio e ad accettare qualche rischio in più nel palleggio. Da lì abbiamo iniziato a gestire meglio il gioco e a mettere in difficoltà i nostri avversari».
Il tecnico della Pianenghese individua poi nel doppio vantaggio il momento in cui la gara sembrava essersi messa definitivamente dalla parte dei suoi, prima della risposta del Fiesco: «Il secondo gol sembrava averci dato il controllo dell’incontro. Probabilmente ci siamo rilassati per qualche minuto e il Fiesco è stato bravissimo a punirci immediatamente. Il gol del possibile pareggio, poi annullato per fuorigioco, avrebbe certamente cambiato l’inerzia della partita. Dall’altra parte noi non siamo stati abbastanza cinici in alcune ripartenze che avrebbero potuto chiuderla».
Anche Ghidelli sottolinea come la partita abbia vissuto due fasi differenti. «Secondo me abbiamo fatto un’ottima partita contro una grande squadra. Forse ci è mancata un po’ di lucidità in certi momenti e in qualche occasione. Nel primo tempo meglio la Pianenghese, nel secondo meglio il Fiesco».
Il 2-0 avrebbe potuto lasciare il segno, invece il Fiesco è riuscito a rimettersi immediatamente dentro la finale. Ed è proprio questa la risposta che Ghidelli porta a casa dalla serata: «Sul secondo gol c’è stata qualche incertezza e ci ha tagliato un po’ le gambe, però la squadra ha reagito da grande squadra, perché andare sotto 2-0 contro la Pianenghese, campione in carica, non è facile». Per il tecnico del Fiesco ci sarebbe stato spazio anche per un epilogo diverso: «Secondo il mio punto di vista il risultato giusto sarebbe stato un pareggio, però tanto di cappello alla Pianenghese».
Su un punto, però, il giudizio è praticamente unanime: il livello della finale. Pellegrini parla di una gara che «conferma ancora una volta quanto il livello del calcio amatoriale sia cresciuto negli ultimi anni». Ghidelli insiste sullo stesso concetto: «È venuta fuori una partita maschia, bella, con il giusto agonismo, però zero litigate. È stato veramente uno spot per il calcio amatoriale di Crema e per il CSI».
Per la Pianenghese la Supercoppa rappresenta anche la conclusione di un ciclo di risultati iniziato nella passata stagione. «Per noi questa Supercoppa rappresenta la chiusura ideale di un’annata straordinaria», spiega Pellegrini. «Abbiamo chiuso la scorsa stagione al primo posto in campionato, conquistato la finale del Voltini e oggi aggiungiamo un altro trofeo al nostro percorso. È motivo di grande orgoglio per tutto il gruppo».
Vincere, però, modifica anche lo status della squadra: «Da oggi ogni avversario avrà motivazioni extra quando ci affronterà. È normale. Per questo dovremo essere ancora più esigenti con noi stessi e continuare a dimostrare sul campo il nostro valore». La linea scelta per la nuova stagione è quella della continuità: «La nostra prima scelta è stata confermare in blocco il gruppo che ci ha portato a vincere. Crediamo molto nel valore umano e tecnico di questi ragazzi». I nuovi innesti aumentano le possibilità e pongono una nuova sfida: gestire una rosa più profonda senza perdere equilibrio e identità.
Anche il Fiesco esce dal Saronni con indicazioni positive dopo il successo nella Playcup di giugno. Ghidelli restituisce gran parte dei meriti direttamente ai suoi giocatori: «Abbiamo iniziato ad allenarci a metà settembre perché non volevo caricare i ragazzi. È tutto merito loro se siamo riusciti a giocare alla pari della Pianenghese. Cercano di fare le poche cose che gli chiedo e le fanno anche abbastanza bene».
E gli obiettivi restano coerenti con lo spirito del gruppo: «Cercheremo di fare il nostro campionato. Se sarà coppa o playoff poco importa, basta che ci divertiamo e che veniamo con lo spirito giusto».
Al Saronni la coppa la alza la Pianenghese. Il 2° Memorial Gianni Chiodo, però, lascia anche qualcosa che va oltre il 2-1: due squadre che pochi mesi prima avevano festeggiato al Voltini e che, alla prima occasione della nuova stagione, hanno confermato sul campo il livello raggiunto dal movimento amatoriale cremasco.




