Oratorio Castelleone, il ds Filippo Moretti: continuità, territorio e una rosa più profonda

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Dopo il sesto posto e i 55 punti conquistati nella scorsa stagione, l’Oratorio Castelleone riparte con l’obiettivo di proseguire il proprio percorso di crescita. La società ha confermato Andrea Mazzolari in panchina e ha mantenuto gran parte del gruppo, affiancando ai sedici giocatori rimasti sei nuovi innesti.

Il direttore sportivo Filippo Moretti traccia il bilancio dell’ultimo campionato e racconta le scelte compiute per costruire la nuova rosa: continuità, valorizzazione dei ragazzi del territorio e più alternative a disposizione dell’allenatore.

Avete concluso al sesto posto, restando a sei punti dalla possibilità di disputare i playoff anche a causa della forbice con la seconda classificata. Dove è mancato il salto di qualità necessario per avvicinare le prime posizioni?

«Credo che il percorso compiuto dalla squadra nella scorsa stagione sia stato positivo. Per fare un ulteriore salto di qualità sarebbe probabilmente servita maggiore esperienza nel riuscire a rimanere stabilmente nelle zone alte della classifica, cosa che non è mai semplice. Va inoltre riconosciuto il grande campionato disputato dalle prime due, entrambe capaci di superare quota 70 punti: meritano i complimenti.»

Il rendimento è stato molto diverso tra casa e trasferta: 37 punti conquistati sul vostro campo e 18 lontano da Castelleone. È questo uno degli aspetti principali sui quali intervenire?

«Sicuramente il rendimento in trasferta dovrà migliorare di qualche punto, perché anche da lì passa la possibilità di avvicinarsi alle squadre che ci hanno preceduto. Allo stesso tempo, non sarà semplice ripetere i 37 punti ottenuti in casa, dove abbiamo disputato un campionato eccezionale.

Abbiamo sempre cercato di rendere il nostro campo un fortino: ci alleniamo lì con continuità e ne conosciamo bene caratteristiche e riferimenti. Fuori casa, invece, abbiamo incontrato qualche difficoltà in più. Nella prossima stagione vogliamo ridurle e raccogliere più punti anche lontano da Castelleone.»

Avete scelto di confermare Andrea Mazzolari alla guida della squadra. Quali segnali vi hanno convinto a proseguire con lui?

«Prima di tutto voglio ringraziare il precedente allenatore per i mesi trascorsi insieme e per il lavoro dedicato alla Polisportiva. La scelta di Andrea Mazzolari si inserisce nella volontà di valorizzare persone di Castelleone, legate al paese e al territorio, che possano dare continuità al nostro progetto.

Con Andrea ci siamo trovati bene fin dall’inizio: condividiamo gli stessi obiettivi e ci confrontiamo molto spesso. Anche la squadra si è espressa positivamente sul suo lavoro. Il sesto posto rappresenta quindi una buona base dalla quale ripartire, confermando sia l’allenatore con cui abbiamo concluso il campionato sia molti dei giocatori che hanno contribuito a raggiungere quel risultato.»

Dalle prime comunicazioni emerge una base importante di giocatori riconfermati. Quanto avete voluto puntare sulla continuità?

«Abbiamo scelto di riconfermare praticamente tutta la rosa. Chi ha deciso di lasciare o di andare a giocare altrove lo ha fatto per una scelta personale, ma la volontà della società era quella di ripartire dal gruppo della scorsa stagione.

La continuità per noi è importante perché i ragazzi si conoscono già e molti di loro sono di Castelleone o dei paesi limitrofi. Vogliamo continuare a valorizzare persone del territorio, che conoscano il nostro progetto, si leghino alla maglia e credano nel percorso tecnico che proponiamo.»

Sono stati annunciati sei nuovi giocatori. Quali caratteristiche avete cercato sul mercato e quali esigenze volevate soddisfare?

«Alcuni dei nuovi arrivati sono di Castelleone, mentre altri rappresentano dei ritorni. Avevamo la necessità di puntellare alcuni ruoli, ma prima ancora delle qualità tecniche abbiamo cercato persone con valori umani importanti, capaci di portare qualcosa di positivo all’interno del gruppo e disposte a dare tutto per il progetto e per la maglia che indossano.

Siamo intervenuti con due innesti per reparto, andando ad ampliare la base dei sedici giocatori riconfermati. L’obiettivo era offrire all’allenatore una rosa più profonda e maggiori possibilità di scelta, sia nella formazione iniziale sia durante la partita. Potrà cambiare interpreti e modulo, inserire energie fresche e trovare soluzioni differenti per sbloccare o recuperare una gara quando il piano preparato non dovesse funzionare.»

La rosa unisce elementi esperti e diversi ragazzi giovani. È una scelta precisa della società?

«Sono un direttore sportivo giovane, ho 25 anni, e attribuisco grande importanza agli equilibri dello spogliatoio. Avendo vissuto anche categorie superiori da giocatore, credo molto nel giusto mix tra ragazzi giovani ed elementi più esperti, che possano accompagnarli nella crescita, permettendo loro anche di sbagliare e di maturare attraverso il campo.

Cerchiamo costantemente giovani che possano ambientarsi nella nostra realtà, crescere insieme alla squadra e migliorarsi individualmente. Qualora arrivasse per loro una chiamata da una categoria superiore, sarebbero liberi di cogliere l’opportunità.

L’equilibrio tra giovani ed esperti è fondamentale, ma alla base deve esserci il rispetto per il lavoro di tutti: giocatori, allenatori, direttori e società. È questo che permette di costruire un gruppo forte, come quello che nella scorsa stagione ci ha portato a conquistare 55 punti.»

Quale obiettivo avete fissato per il prossimo campionato? La rosa è ormai completa?

«Il nostro obiettivo è continuare a migliorare, dentro e fuori dal campo, senza fissare una posizione precisa di classifica e senza mettere pressioni sul gruppo. Quando si costruisce un progetto nel tempo, anche un piccolo passo avanti rappresenta un risultato importante. Sarà la stagione a dirci se saremo riusciti a crescere.

La possibilità di lavorare senza particolari pressioni esterne è anche una nostra fortuna. Lo scorso anno abbiamo vissuto un’annata molto positiva e riuscire a migliorare ulteriormente quanto fatto sarebbe già un traguardo significativo.

Per quanto riguarda il mercato, al momento siamo fermi ai giocatori già presentati, ma la rosa non è ancora definitivamente chiusa. Numericamente abbiamo ancora la possibilità di intervenire e continueremo a osservare con attenzione eventuali opportunità.»

Photo by Luca Bozzetti

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