Iuvenes Capergnanica, Miragoli guida il nuovo corso: «La Seconda è un’ambizione, non un’ossessione»

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La retrocessione è arrivata nel modo più amaro, con il gol dell’Issese nel recupero della sfida di ritorno dei playout. Dopo una stagione complicata, segnata anche dal cambio in panchina tra Roberto Verdelli e Ivo Sacchi, la Iuvenes Capergnanica affida a Roberto Miragoli un progetto che richiama le origini della società.

Il nuovo allenatore ha già lavorato con la Juniores neroverde, mentre la rosa avrà un’età media particolarmente bassa grazie alla promozione di diversi ragazzi del settore giovanile. L’addetto stampa Niccolò Passerera ripercorre l’ultima annata e presenta le basi sulle quali la società vuole costruire il proprio futuro.

Niccolò, che cosa è mancato nel doppio confronto playout contro l’Issese?

«Quando si decide tutto in 180 minuti contano gli episodi, talvolta fortuiti, che condizionano le partite e incidono parecchio anche a livello mentale. Dopo il pareggio dell’andata, la gara di ritorno è rimasta inchiodata sullo 0-0 fino al 90’, quindi in una situazione di equilibrio.

Bastava poco per far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, ma la fortuna non ci ha assistito, probabilmente perché non siamo stati abbastanza audaci. Nel recupero è poi arrivata la rete dell’Issese in contropiede, che ha chiuso ogni discorso».

Quali problemi hanno condizionato maggiormente la stagione?

«La difficoltà nel fare gol e nel creare azioni pericolose ci ha accompagnato per gran parte dell’anno. Alcuni dei trascinatori della stagione precedente hanno avuto problemi fisici che li hanno tenuti lontani dal campo per lunghissimi periodi.

In aggiunta, quando le sconfitte consecutive diventano tante, il morale si abbassa ed è sempre più difficile risollevarlo. Abbiamo attraversato quindici partite consecutive, in sostanza un intero girone, nelle quali abbiamo raccolto un solo punto. Invertire la rotta non era facile, anche se nel finale di campionato siamo riusciti a ritrovare qualche vittoria».

A stagione in corso Roberto Verdelli è stato sostituito da Ivo Sacchi. Come valutate questo passaggio?

«Quando c’è un avvicendamento in panchina si spera che possa arrivare una scossa e che idee diverse portino a risultati migliori.

A Roberto Verdelli va il nostro ringraziamento per aver contribuito a scrivere una bellissima pagina della storia della Iuvenes, con la vittoria del campionato di Terza Categoria e la salvezza più che tranquilla ottenuta l’anno successivo in Seconda. Anche se le strade sportive si sono divise, la stima e l’affetto rimangono inalterati.

Ivo Sacchi si è trovato a gestire una situazione non facile, ma è riuscito a dare maggiore equilibrio alla squadra e a raggiungere l’obiettivo minimo dei playout, che a un certo punto sembrava essere a rischio».

Chi guiderà la squadra nella prossima stagione?

«Il nuovo allenatore sarà Roberto Miragoli, tecnico lodigiano che in passato ha già guidato la Juniores della Iuvenes, lasciando un ottimo ricordo.

La sua capacità di lavorare con i giovani e di valorizzarli lo rende il profilo ideale per la nostra prima squadra. È un allenatore convinto che anche in Terza Categoria si possa giocare a calcio, senza ricorrere sistematicamente ai lanci lunghi».

Quali saranno le principali novità della rosa?

«La squadra verrà presentata domenica 26 luglio e posso anticipare che sarà caratterizzata da un’età media bassa: “Iuvenes di nome e di fatto”.

Sono stati promossi in prima squadra diversi ragazzi della Juniores: Manuel Dendena, Filippo Della Noce, Nicolò Cantoni e Andrea Venturelli. Rimarranno inoltre Manuel Lodovelli e Mattia Cerioli, che erano già stati aggregati durante la scorsa stagione e hanno collezionato alcune presenze in Seconda Categoria.

Il giocatore più esperto sarà Stefano Assandri, alla quarta stagione in neroverde. Sono stati confermati anche Filippo Armanni, Andrea Cornetti e Daniel Uggeri».

Quale identità volete dare al nuovo progetto?

«Naturalmente avremmo preferito evitare la retrocessione, ma vogliamo trasformarla nell’occasione per sviluppare un progetto che richiama le origini della società.

La prima squadra della Iuvenes è stata costituita con l’intento di fornire uno sbocco ai ragazzi del settore giovanile. Il nome stesso della società, che in latino significa “giovani”, rappresenta questa identità.

L’obiettivo è costruire un gruppo che possa diventare l’ossatura della squadra per gli anni a venire, da arricchire di stagione in stagione. Una casa non si costruisce partendo dal tetto, ma dalle fondamenta. Per questo la società sta concentrando molte energie sul settore giovanile».

Un percorso confermato anche dai risultati del vivaio.

«Nella prossima stagione avremo per la prima volta una categoria regionale, l’Under 16, conquistata dai ragazzi del 2011 vincendo sia il campionato sia lo spareggio contro la prima classificata dell’altro girone.

Vogliamo accompagnare i nostri ragazzi nel loro percorso di crescita fino a portarli, un giorno, in prima squadra».

L’obiettivo è tornare subito in Seconda Categoria?

«L’ambizione è quella di tornare in Seconda non appena sarà possibile, ma non deve diventare un’ossessione. La strada per tentare il salto di categoria potrebbe essere quella dei playoff.

Dipenderà da noi, ma anche dalla concorrenza. Nel Cremasco ci sono alcune squadre rodate che si sono rinforzate e che legittimamente puntano in alto»

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