Il Monte Cremasco cambia categoria senza cambiare strada. Dopo la vittoria della Terza, la società ha costruito la rosa per affrontare la Seconda Categoria continuando a puntare sui giovani, affiancando però al gruppo alcuni profili con l’esperienza necessaria per accompagnarlo nel salto di livello. Una linea che trova continuità anche nella scelta della panchina, affidata a Mirko Sarra, promosso dalla Juniores alla prima squadra.
«L’idea era partita già lo scorso anno – spiega il direttore sportivo Andrea Lodigiani –. Avevamo già una rosa composta in gran parte da ragazzi giovani e abbiamo voluto continuare su questa strada, cercando addirittura di svecchiarla ulteriormente. Allo stesso tempo volevamo individuare due o tre elementi che avessero già affrontato campionati di Seconda Categoria e potessero darci quell’esperienza che pensavamo ci mancasse. Credo che siamo riusciti a trovarne uno per reparto».
Una filosofia che si vede soprattutto davanti. Bossi e Sankoh, protagonisti a suon di gol nella stagione della promozione, restano due riferimenti di un reparto nel quale trovano spazio anche Pietro e Gabriele Prandelli, Christian Merico, Luca Barbati e il giovane Alessandro Musico. A loro si aggiunge Gino Giaconi, chiamato a portare esperienza in un attacco dall’età media molto bassa.
«Sono ragazzi validi e qualitativamente abbiamo un buon reparto – prosegue Lodigiani – ma mancava qualcuno che potesse far capire ai più giovani cosa significa affrontare un campionato competitivo come la Seconda. Giaconi ci è sembrato il profilo adatto: ci aspettiamo esperienza, naturalmente gol, ma soprattutto un aiuto nella crescita dei ragazzi».

Lo stesso principio ha guidato anche gli altri reparti. Alla continuità rappresentata, tra gli altri, da Luca Rana e Cristian Crespiatico, il Monte Cremasco ha affiancato giocatori abituati alla categoria, come Giuseppe Lafronza, inserendo contemporaneamente sette ragazzi provenienti dalla Juniores.
Non si tratta però di una promozione automatica dal settore giovanile. «Quasi tutti avevano già esordito in prima squadra negli ultimi due anni e conoscevamo il loro valore – sottolinea Lodigiani –. Riteniamo che siano pronti per affrontare questo campionato. La nostra possibilità economica non è quella di altre società che incontreremo e per questo vogliamo sfruttare sempre di più il nostro settore giovanile. Ma non portiamo su ragazzi soltanto perché sono giovani: devono essere pronti».
Ed è proprio da quel settore giovanile che arriva il nuovo allenatore. Dopo l’esperienza con la Juniores, Mirko Sarra raccoglie una squadra reduce dalla promozione e chiamata ora a misurarsi con un livello superiore.
«L’opportunità è nata in modo abbastanza naturale, attraverso il confronto con la società. Arrivare dopo una promozione significa trovare una squadra che ha fatto qualcosa di importante e questo va riconosciuto, a partire dal lavoro di chi l’ha guidata. Allo stesso tempo credo sia giusto guardare avanti. Per me è una bella responsabilità, che affronto con entusiasmo ma anche con serenità».
Sarra non vuole cancellare quanto costruito. Al contrario, il primo punto dal quale ripartire sarà proprio la mentalità che ha permesso al Monte Cremasco di vincere il campionato. Cambieranno però le richieste.
«Sarebbe sbagliato pensare di dover cambiare tutto solo perché è cambiato l’allenatore. Naturalmente ogni tecnico porta le proprie idee. Io vorrei una squadra organizzata, capace di leggere i momenti della partita e non legata a un’unica soluzione. Mi piace provare a giocare quando ci sono le condizioni, ma senza confondere il voler giocare con il doverlo fare a tutti i costi. La categoria ci chiederà anche concretezza e capacità di soffrire. Vorrei soprattutto una squadra consapevole di quello che sta facendo in campo».
La conoscenza dei ragazzi provenienti dalla Juniores potrà essere un vantaggio, ma non rappresenterà una scorciatoia.
«So cosa possono dare dal punto di vista tecnico e caratteriale, ma essere stati con me nella Juniores non dà nessun vantaggio. In prima squadra il posto bisogna conquistarselo esattamente come tutti gli altri. Il passaggio più delicato sarà mentale: dovranno avere pazienza, ascoltare i giocatori più esperti e allo stesso tempo avere il coraggio di giocarsi le proprie possibilità».
Il Monte Cremasco riparte dunque dalla promozione senza considerarla un credito da spendere nella nuova categoria. Il concetto di Sarra è chiaro: «Conosco questo calcio da tanti anni e so che in Seconda Categoria non basta arrivare da una stagione vincente: bisogna ricominciare a guadagnarsi tutto, da zero».




