Gruppi e la filosofia Albacrema: crescita al centro, risultati come conseguenza 

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La classifica conta, ma non può essere l’unico metro. Per Matteo Gruppi il punto di partenza è un altro: capire se l’Albacrema, anno dopo anno, sta diventando migliore. Nei giocatori, nei risultati, ma anche nel modo di lavorare della società. È questo il filo che lega la stagione appena conclusa alla nuova, nella quale la formazione cremasca continuerà a puntare sui giovani aggiungendo però esperienza, profondità e qualche novità importante.

«Sono molto soddisfatto della scorsa stagione – spiega Gruppi –. Il miglioramento va sempre valutato rispetto al punto da cui si partiva e noi siamo cresciuti praticamente sotto tutti i parametri che avevamo misurato: abbiamo ottenuto più vittorie, ridotto le sconfitte e minimizzato i gol subiti».

C’è però un dato che va in controtendenza: quello offensivo. «È l’unico parametro nel quale siamo addirittura peggiorati. Abbiamo avuto grosse difficoltà realizzative ed è sicuramente l’aspetto sul quale dobbiamo lavorare maggiormente». Un limite che, secondo l’allenatore, racconta anche quanto poco sia mancato in diverse occasioni: «Praticamente ogni volta che siamo riusciti a segnare abbiamo fatto punti. Questo dice molto sulla qualità raggiunta dalla squadra. Già nel girone di ritorno abbiamo modificato alcune metodologie di lavoro e visto dei miglioramenti».

La filosofia, invece, non cambia. L’Albacrema della passata stagione aveva un’età media di circa 21 anni e resterà una squadra giovane, anche se quest’anno il dato salirà intorno ai 25. Una scelta precisa, nata anche dal confronto con lo spogliatoio.

A fine campionato la società ha infatti sottoposto ai giocatori un questionario per capire cosa avesse funzionato e cosa potesse essere migliorato. La risposta è stata molto chiara: oltre il 90% del gruppo ha chiesto l’inserimento di compagni più esperti.

«È stata una richiesta bellissima – sottolinea Gruppi –. Non soltanto per avere qualcuno che possa aiutare la squadra la domenica, ma soprattutto per avere giocatori capaci di accompagnare i più giovani nella crescita durante gli allenamenti. Non potevamo che ascoltarli».

Da qui un mercato piuttosto corposo. La base della scorsa stagione rimane, ma la rosa è stata allargata fino a 28 elementi, anche per affrontare la Coppa Lombardia e compensare l’assenza di una Juniores dalla quale attingere in caso di necessità.

Tra gli innesti ci sono Giorgio Pedrini dal Cavenago, Andrea Usberghi dall’Excelsior Vaiano, Alessandro Donadoni dall’Oratorio Castelleone ed Edoardo Piloni dal San Carlo. A loro si aggiungono Maurizio Altobelli, che torna a giocare dopo uno stop, e Salvatore Lombino, classe 1989 con diverse esperienze nel calcio dilettantistico cremasco e un passato giovanile a Pizzighettone.

Dagli Amatori di Madignano arrivano invece Thomas Zibelli, Alessio Aroldi e Gabriele Grigoli, tutti giocatori che avevano già conosciuto le categorie FIGC e che hanno scelto di tornarvi. Completano il gruppo Ravinderjit Singh, al rientro dopo un periodo di inattività, e Kulwant Singh, inserito anche come terzo portiere.

«Abbiamo aumentato il numero, ma soprattutto il valore complessivo della rosa – prosegue Gruppi –. Quest’anno avremo anche la Coppa Lombardia, competizione nella quale vogliamo provare ad arrivare il più avanti possibile. Inoltre una rosa più ampia permette ai ragazzi di vivere con maggiore serenità anche eventuali impegni personali durante la stagione, senza mettere in difficoltà la squadra e dando allo stesso tempo opportunità a chi fino a quel momento ha trovato meno spazio».

Anche la giovane età, per Gruppi, non va interpretata come un alibi. «Non l’ho mai vista come un limite. L’esperienza è semplicemente figlia del tempo che passa. Oggi abbiamo un anno in più sulle spalle e sicuramente questo può essere un vantaggio, sapendo però che vale anche per le altre squadre».

Ed è proprio qui che torna il concetto centrale del progetto Albacrema. Crescita e risultati, nella visione del tecnico, non sono due strade differenti.

«Per me non esiste la scelta tra migliorare o fare punti. I punti sono il fine del miglioramento che fai sul campo. La classifica dipende anche dalla forza degli avversari e dagli episodi, quindi non tutto è sotto il nostro controllo. La crescita dei ragazzi, invece, sì. E se continuiamo a farli crescere, i risultati arriveranno di conseguenza».

È quanto l’Albacrema ritiene di avere fatto nelle sue tre stagioni in Terza Categoria, migliorando progressivamente sia nelle prestazioni sia nei punti conquistati. E la stessa logica viene applicata dalla società a se stessa.

Un esempio arriva ancora dal questionario di fine anno. Tra le richieste dei giocatori c’era anche quella di poter disporre di un campo migliore. La risposta della società è stata concreta: nella nuova stagione l’Albacrema giocherà sul sintetico di Castelleone, accettando anche un investimento maggiore.

«Il nostro marchio di fabbrica deve essere questo: non fermarci mai a dire quanto siamo stati bravi, ma chiederci sempre cosa possiamo fare meglio. Chiediamo ai ragazzi di crescere e, prima di tutto, dobbiamo essere noi come società a fare la nostra parte».

È da qui che riparte l’Albacrema. Con qualche anno d’esperienza in più, undici volti nuovi e una rosa più profonda, ma soprattutto con la stessa idea: prima costruire la crescita, poi lasciare che sia il campo a trasformarla in classifica.

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