Il Chieve archivia una stagione di altissimo livello e guarda avanti con la consapevolezza di aver costruito qualcosa di solido. Il secondo posto nel campionato di Prima Categoria, Girone H, alle spalle della sola Fissiraga, resta il miglior riconoscimento per il percorso dei gialloblù, capaci di chiudere la regular season con 58 punti, 17 vittorie, 7 pareggi e appena 6 sconfitte.
Numeri importanti, completati da 51 reti segnate e 38 subite, che raccontano una squadra rimasta nelle zone alte della classifica dall’inizio alla fine. L’unico rammarico resta l’eliminazione al primo turno playoff contro la Frassati Castiglionese, avversaria che il Chieve era riuscito a battere sia all’andata che al ritorno durante il campionato.
A fare il punto è il Direttore Sportivo Andrea Bergamaschini, alla sua seconda stagione nel ruolo.
«Pur essendo stato il mio primo anno dietro una scrivania e non più sul campo, posso dire di essere davvero soddisfatto. Abbiamo vissuto una stagione straordinaria e credo che il merito sia di tutto il gruppo: dai ragazzi allo staff tecnico. Siamo riusciti a fare qualcosa di importante».
Un risultato reso ancora più significativo dal confronto con realtà economicamente più strutturate.
«Abbiamo dato filo da torcere a società che disponevano di budget decisamente superiori al nostro. Eppure siamo rimasti lì, a lottare fino all’ultima giornata. Questo significa che il lavoro svolto è stato di altissimo livello».
Il playoff perso lascia inevitabilmente un po’ di amarezza, ma non cambia il giudizio complessivo sull’annata.
«È normale che, quando si arriva ai playoff, l’appetito venga mangiando. Credo che ci meritassimo qualcosa in più, ma questo non cancella quanto di buono abbiamo costruito durante tutto l’anno».
Intanto il Chieve ha già lavorato sul mercato, chiudendo in tempi rapidi una campagna mirata a completare e migliorare la rosa a disposizione di mister Rossin. Un segnale importante è arrivato anche dalle conferme: molti dei giocatori arrivati nella scorsa stagione hanno scelto di proseguire il proprio percorso in gialloblù.
«Per me questo è motivo di grande soddisfazione. Se tanti ragazzi hanno deciso di restare significa che a Chieve si lavora bene, ci si diverte e si può esprimere un calcio di qualità. È la dimostrazione che si è creato un ambiente sano, dove tutti hanno voglia di continuare a crescere».
Lo sguardo ora è rivolto alla nuova stagione, con l’obiettivo di dare continuità al progetto senza perdere il senso della misura.
«Dal punto di vista personale posso dire che è stato tutto estremamente positivo. Quest’anno, per motivi personali, riuscirò a essere un po’ meno presente, ma quando potrò sarò sempre vicino alla squadra. L’obiettivo è provare almeno a ripetere quanto fatto nella scorsa stagione, cercando sempre di migliorarsi. Poi ogni campionato è diverso, quindi bisogna proseguire nel progetto cercando però di azzerare i risultati dello scorso anno».
Con una rosa che ha mantenuto gran parte dell’ossatura della passata stagione e una società intenzionata a dare continuità al lavoro iniziato, il Chieve riparte da entusiasmo, identità e ambizione. La scorsa stagione ha dimostrato che i gialloblù possono competere con chiunque. Ora l’obiettivo è confermarsi.



