Trescore, la nuova sfida da DS di Verdelli: «Prima la salvezza, poi sognare non costa nulla»

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Il Trescore riparte da una nuova figura in dirigenza e da una linea tecnica chiara: confermare gran parte del gruppo, inserire innesti mirati e mantenere intatta l’identità che ha permesso alla squadra di raggiungere la salvezza con largo anticipo nell’ultima stagione di Seconda Categoria.

Il nuovo Direttore Sportivo è Roberto Verdelli, reduce da un’annata personale non semplice in panchina ma pronto a misurarsi in un ruolo diverso. Per lui si apre una nuova sfida, accolta con entusiasmo grazie alla fiducia mostrata fin da subito dalla società.

«Lo scorso anno calcistico per me è stato abbastanza tribolato, togliendomi un po’ di entusiasmo per la panchina, ma non per il calcio. Così, a fine stagione, ho maturato la decisione di provare questa nuova esperienza da DS. Il Trescore, nella figura del presidente Paolo Favalli e del DG Andrea Mangiardi, mi ha mostrato subito fiducia incondizionata, dandomi l’opportunità di misurarmi in questa nuova sfida».

Il punto di partenza resta la stagione appena conclusa, chiusa a metà classifica con 39 punti e una salvezza conquistata senza affanni. Un risultato che Verdelli non considera scontato.

«Il Trescore arriva da una buona annata, con la salvezza raggiunta con grande anticipo. È un risultato mai banale in un campionato competitivo come la Seconda Categoria. Non sarà facile, ma l’obiettivo sarebbe ripetersi e, se possibile, migliorarsi».

Sul piano tecnico, il lavoro estivo è stato orientato a completare una rosa che ha dovuto fare i conti con alcune assenze pesanti. La partenza di Mulas, l’infortunio di Tiraboschi, che verrà operato al crociato, e lo stop dell’esperto Pavesi hanno costretto la società a intervenire.

«La scorsa stagione il punto di forza è stata la compattezza, a discapito di una fase offensiva un po’ sterile. La partenza di Mulas ci ha costretto a puntellare il parco attaccanti, ma abbiamo fatto ritocchi un po’ in tutti i reparti. La rosa è stata confermata quasi in toto, però abbiamo dato la possibilità a chi ha giocato meno di trovare spazio in altre società e abbiamo dovuto fare fronte al venir meno di qualche pedina importante».

L’identità, però, non cambia.

«Deve restare quella di sempre: compattezza, spirito di gruppo dentro e fuori dal campo ed entusiasmo».

Il mercato del Trescore è stato costruito proprio su questa idea. In difesa sono arrivati i centrali Danso dal Cavenago e Boldini dal CSO. In mezzo al campo spazio a Sonzogni, giovane centrocampista dalla Luisiana, a Fusarpoli, già conosciuto da Verdelli nei tre anni a Capergnanica, e a Filipponi, fantasista ed esterno in arrivo dalla Pianenghese. Davanti, invece, il club ha puntato su Simone Bertolazzi, reduce dai 9 gol stagionali con la Iuvenes, e su Mendoza, anche lui dalla Pianenghese.

Non manca poi l’attenzione ai giovani, tratto centrale della filosofia societaria.

«Seguendo il credo della società di puntare su giovani e appartenenza, siamo orgogliosi di aver aggregato in prima squadra il centrocampista Brambilla, classe 2008, e il bomber della Juniores Smaldone, classe 2009. Potrebbe arrivare un’ultima sorpresa, ma diciamo che siamo al completo».

In panchina proseguirà il percorso di mister Bertolasi, al via della sua nona avventura alla guida della prima squadra del Trescore, a cui si aggiungono anche due annate con la Juniores: un dato che racconta bene la continuità del progetto.

Quanto agli obiettivi, Verdelli non alza troppo l’asticella, ma lascia aperta una porta.

«La parola d’ordine è salvezza. Raggiunta quella, sognare non costa nulla. Lo spirito giusto, però, deve essere quello di chi dovrà sudarsi ogni punto, cercando di far fare la stessa fatica anche agli avversari».

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