PLAYER OF THE WEEK. Cristian Cavalli, Doverese: 151 volte a segno, ma «il gol più importante è sempre il prossimo»

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Ci sono numeri che nel calcio dilettantistico raccontano molto più di una semplice statistica. I 151 gol segnati da Cristian Cavalli ne sono un esempio. Classe 1995, attaccante ormai da anni protagonista sui campi del nostro territorio, Cavalli ha costruito la propria carriera a suon di reti, vestendo, tra le altre, le maglie di Castelleone, Palazzo Pignano, Montodinese e CSO Offanengo.

In estate ha scelto la Doverese, presentandosi con un biglietto da visita già importante: 148 gol in carriera. Domenica, proprio contro la sua ex squadra Montodinese, è arrivata la doppietta che gli ha permesso prima di toccare quota 150 e poi di portare il totale a 151 reti.

Un traguardo che merita di essere celebrato, ma che offre soprattutto l’occasione per guardarsi indietro e chiedersi quanto lavoro, sacrificio e continuità ci siano dietro un numero del genere. E, soprattutto, quanta fame abbia ancora un attaccante che con il gol ha evidentemente un conto aperto.

L’intervista

151 gol sono un numero importante, soprattutto nel calcio dilettantistico. Se ti fermi un attimo a guardare indietro, qual è il primo pensiero che ti viene in mente ripensando a tutti questi gol e alle squadre che hai rappresentato?

«151 gol sono tanti, è vero. Sono orgoglioso del percorso che ho fatto e, se torno indietro con i ricordi, ripenso alle reti segnate in Promozione con il Castelleone, compresa quella realizzata da appena diciottenne nella finale playoff. Un gol che purtroppo non ci ha permesso di passare di categoria. Ricordo però con enorme piacere anche tutte le altre esperienze e le società nelle quali ho giocato e mi sono trovato benissimo».

Domenica la doppietta contro la Montodinese ti ha portato prima a quota 150 e poi a 151. C’è qualcosa di particolare nel fatto che questo traguardo sia arrivato proprio contro una squadra che ha fatto parte della tua storia?

«Sembra uno scherzo del destino: con la maglia della Montodinese avevo toccato quota 100 gol e, per assurdo, proprio contro di loro ho raggiunto e superato la soglia dei 150. Il legame che ho con la Montodinese è fortissimo e non nascondo anche un po’ di dispiacere per aver segnato una doppietta, centrando questo traguardo, proprio contro di loro».

Sei arrivato alla Doverese con 148 gol e hai praticamente subito aggiornato il tuo record personale. Che tipo di sfida hai trovato e che cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova esperienza?

«La Doverese è una piazza reduce da una stagione importante e quest’anno la società ha obiettivi ancora più chiari e marcati: provare a compiere il salto di categoria. Per me non è stato difficile accettare la proposta. Da una parte perché ho percepito subito questa voglia di fare bene e questa ambizione; inoltre conosco bene il direttore sportivo Scarpiello, mio ex compagno al Castelleone, e alcuni giocatori. Sapevo che avrei fatto parte di un gruppo importante e non mi sbagliavo».

A 31 anni hai già costruito una carriera importante nel nostro calcio, ma probabilmente conosci bene la sensazione che prova un attaccante quando vede la porta: non ci si accontenta mai. Qual è oggi il tuo prossimo obiettivo: un numero di gol, un traguardo di squadra oppure semplicemente continuare a divertirti e segnare?

«Sì, per me il gol è l’aspetto più importante. Da attaccante, il mio obiettivo è sempre fare il meglio possibile e, nel mio ruolo, questo significa finalizzare le occasioni. Sono un attaccante “testardo”: anche quando realizzo una doppietta o una tripletta, il mio pensiero e le mie analisi dopo la partita sono sempre rivolti a ciò che avrei potuto fare meglio. I prossimi obiettivi sono cercare di confermarmi e continuare a segnare e servire assist per aiutare la squadra a raggiungere i propri traguardi. In realtà non ho fissato un obiettivo personale: a 31 anni mi auguro soprattutto che il mio fisico possa reggere bene ancora per molto tempo, così da potermi togliere altre soddisfazioni».

Se dovessi scegliere un gol tra questi 151 che rappresenta meglio Cristian Cavalli, quale sarebbe e perché?

«È difficile sceglierne uno, perché ce ne sono stati tanti importanti. Per un attaccante, il gol più importante è sempre il prossimo. Se proprio devo indicarne uno, però, scelgo il primo della mia carriera, segnato con la maglia del Castelleone in trasferta a Terranova dei Passerini. Non posso dimenticare nemmeno quello nella finale playoff di Promozione, sempre con il Castelleone. I miei preferiti restano comunque i gol realizzati dentro l’area, perché mi rappresentano maggiormente come giocatore e per le mie caratteristiche».

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