La squadra di calcio Pianenghese che celebra la vittoria allo stadio Voltini

Il Voltini si tinge di Orange: Laus 07 battuto 3-0, Pianenghese campione

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Il Voltini è grande. La Pianenghese lo ha capito prima, e lo ha usato meglio.

Nella finale playoff CSI Crema di calcio a 11, gli orange battono 3-0 il Laus 07 e chiudono la loro corsa con una serata piena, netta, matura. Non una partita dominata nel possesso, perché il pallone per lunghi tratti lo ha manovrato il Laus. Ma una partita letta con lucidità, giocata con coraggio negli spazi e colpita nei momenti giusti.

Mister Giancarlo Pellegrini la racconta così: «Una partita che abbiamo affrontato nel migliore dei modi e che si è messa quasi subito in discesa. Siamo stati bravi ad accettare le difficoltà che il Laus ci ha presentato senza subirle e abbiamo gestito bene anche il “fattore Voltini”. Nessuno di noi è abituato a certi palcoscenici, ma non ci sono tremate troppo le ginocchia».

L’inizio dice già molto della finale. Il Laus prova a costruire, tiene il pallone, cerca di portare uomini tra le linee. La Pianenghese, però, non si scompone. Accetta di difendere, chiude la trequarti e appena recupera palla ribalta il campo con velocità. L’ampiezza diventa subito un’arma: Griffini trova campo, gli esterni orange corrono, davanti Carlessi, Bonizzoni, Pappone e Ginelli tengono sempre in allarme la difesa giallorossa.

Al 6’ la partita cambia già direzione. L’azione della Pianenghese è pulita, corale. Griffini pesca Carlessi in mezzo all’area, l’attaccante controlla e gira di sinistro. È l’1-0, ed è il gol perfetto per togliere peso alle gambe orange e metterlo sulle spalle del Laus.

Da lì il copione si definisce. Il Laus continua a manovrare, ma fatica a essere davvero incisivo. L’unico vero segnale del primo tempo arriva da un lancio lungo che l’attaccante giallorosso non riesce a controllare. La Pianenghese, invece, ogni volta che riparte dà la sensazione di poter aprire il campo e arrivare in porta. In un paio di situazioni servono recuperi in extremis della difesa e del portiere del Laus per evitare guai peggiori.

Il 2-0 arriva al 25’. Pappone entra in area con uno slalom stretto, viene steso e conquista il rigore. Dal dischetto va Bonizzoni, freddo, preciso: palla in rete e Pianenghese avanti di due.

È qui che si capisce cosa intende Pellegrini quando parla dello spirito della sua squadra: «Nello spogliatoio parliamo spesso di “ignoranza Orange”, come quella cosa che ti permette di affrontare tutto con il giusto livello di leggerezza. Credo che essere riusciti a portare in campo questa “ignoranza” anche nella finale ci abbia aiutato. Il Laus mi è sembrato un po’ contratto all’inizio, mentre noi siamo riusciti a partire forte».

Leggerezza, però, non significa superficialità. La Pianenghese resta dentro la partita con attenzione, senza perdere ordine. Nella ripresa il Laus prova a cambiare passo, inserisce più uomini offensivi e alza il peso davanti. È il momento in cui una finale può riaprirsi anche senza preavviso.

La grande occasione arriva a metà secondo tempo. Il Laus sviluppa da destra, trova l’imbucata sul lato opposto dribbling in area e conclusione che supera il portiere Orange, ma si stampa sul palo. Sul 2-0 sarebbe potuto cambiare tutto. Invece non cambia niente.

«Il palo colpito dal Laus poteva rimettere tutto in discussione — spiega Pellegrini — siamo stati bravi a non preoccuparcene troppo, rimanendo positivi».

È uno degli snodi veri della finale. Perché la Pianenghese non si abbassa per paura, non si aggrappa solo al risultato, non smette di cercare campo. E nel finale trova anche il gol che chiude definitivamente la notte orange.

L’azione del 3-0 nasce da un lancio lungo. Bonizzoni lo attacca con forza, brucia la difesa del Laus e scarica in mezzo. Ad arrivare è Mastrapasqua, partito dalla difesa con un’incursione inattesa e perfetta. Controllo, portiere saltato, palla in rete al 70’. Un gol da finale, ma anche un gol da squadra: l’attaccante che corre, il difensore che accompagna, tutti dentro la stessa idea.

Al triplice fischio è festa Pianenghese. Una festa meritata, ma non scontata, perché la stagione orange è stata tutto tranne che lineare. La squadra aveva chiuso il proprio girone di campionato al primo posto, sfruttando anche il calo finale del Vailate. Poi, però, l’avvio dei playoff era stato durissimo: due sconfitte e un pareggio. Un inizio che avrebbe potuto svuotare tutto.

Invece è lì che qualcosa è cambiato. «Ricordo bene l’allenamento del 30 aprile — racconta Pellegrini — tutti sapevamo che solo tre vittorie ci avrebbero potuto dare il matematico passaggio, ma si è preferito pensare partita per partita e vedere cosa sarebbe successo, consci che non avremmo più potuto sbagliare».

La Pianenghese ha vissuto anche le sue sliding doors. Pellegrini ne cita due: il salvataggio di Alloni contro l’Offanengo dopo pochi minuti, con il risultato ancora sullo 0-0, e il “gollonzo” della semifinale contro il Picchio, nato da un lancio sbagliato da metà campo finito all’incrocio. Poi ci sarebbe anche il rigore parato da Fusar Bassini, ma il mister scherza: «Del rigore parato non te lo dico, altrimenti si monta la testa».

È anche questo il senso della Pianenghese campione: una squadra che ha saputo stare dentro gli episodi senza farsene schiacciare. Che ha perso, pareggiato, rischiato, poi ha trovato un modo per arrivare fino in fondo. E al Voltini, nel giorno più importante, ha giocato con la testa libera e le gambe piene.

Per Pellegrini, alla prima vera stagione da “titolare” sulla panchina orange, il percorso ha avuto un valore speciale: «Mi piace definirmi un giocatore prestato alla panchina. Quest’anno però ho avuto l’opportunità di preparare l’allenamento settimanale e, soprattutto, gestire formazioni e cambi, con oneri e onori del caso. Ci tengo a ringraziare tutti i componenti della squadra, perché c’è sempre stato rispetto e sincerità».

Il gruppo, alla fine, è probabilmente la risposta più semplice e più vera. «Siamo stati bravi a creare un mix di un paio di generazioni che mette alla base il rispetto dell’altro e la voglia di perseguire l’impegno preso. Vecchi che sono ringiovaniti e giovani che si sono responsabilizzati».

La coppa prende la strada di Pianengo dentro una serata in cui tutto ha avuto un senso: il campo largo, le corse sugli esterni, la freddezza dagli undici metri, il palo che non cambia la storia, l’inserimento di Mastrapasqua a chiudere la finale. Il Laus esce battuto da una Pianenghese più pronta, più sciolta, più efficace.

E adesso? Pellegrini guarda già avanti, con la misura di chi sa che vincere cambia anche il modo in cui gli altri ti aspettano: «Se riconfermato, vedrò di fare il possibile per preparare la squadra a una nuova stagione, conscio che ci aspetteranno tutti con il coltello tra i denti e noi dovremo essere pronti».

Per una notte, però, il futuro può aspettare. Al Voltini è festa orange. E questa volta, più che tremare, le ginocchia hanno corso.

TABELLINO
Pianenghese – Laus 07 3-0Marcatori: 6’ Carlessi, 25’ Bonizzoni, 70’ Mastrapasqua.
Assist: Griffini per Carlessi, Bonizzoni per Mastrapasqua.

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