Usberghi lancia la nuova Ripaltese: «Più di 50 punti e meno di 40 gol subiti»

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La Ripaltese 2026/27 riparte da Filippo Usberghi. Classe 1998, già vice e preparatore atletico nella passata stagione, sarà lui il nuovo allenatore della squadra in Seconda Categoria. Una prima esperienza da guida tecnica in categoria, ma non un salto nel vuoto: Usberghi conosce già ambiente, società e gran parte del gruppo.

La scorsa stagione la Ripaltese ha chiuso al settimo posto, con 49 punti, 60 gol segnati e 52 subiti. Una salvezza mai davvero in discussione, chiusa a +10 su chi inseguiva, ma anche un piazzamento troppo distante dalla zona playoff per poter parlare di stagione pienamente compiuta.

Per Usberghi, però, il nuovo incarico parte prima di tutto da un sentimento chiaro: «Ripartire insieme alla Ripaltese con un nuovo ruolo mi rende orgoglioso ed entusiasta. Spero che questi due anni già all’interno della società possano facilitare l’inizio dell’anno, conoscendo già gran parte dei giocatori».

Nel suo percorso recente c’è stato anche l’affiancamento a Silvio Riluci, un passaggio che il nuovo tecnico considera prezioso: «Mi ha dato la possibilità di non fossilizzarmi sulle mie idee e di avere uno sguardo competente ed esperto con il quale confrontarmi quotidianamente, per la crescita mia e del gruppo».

Il settimo posto dello scorso anno, secondo Usberghi, non va letto solo come una questione tecnica. Il problema principale è stato numerico: «Più che a un aspetto qualitativo dei giocatori, è maturato a fronte di una rosa corta, che nei periodi più importanti dell’anno non ha potuto garantire intensità e sana competizione negli allenamenti». Poi una considerazione realistica sul contesto: «Negli ultimi due anni sono arrivate davanti a noi squadre organizzate meglio, con possibilità economiche diverse dalla nostra realtà. Rimane comunque un anno positivo per la crescita di diversi giocatori, che hanno dimostrato di essere all’altezza».

La giovane età non viene vissuta come un’etichetta. Né come alibi, né come medaglia. «Non la vedo come un limite, ma nemmeno come un vantaggio. L’esperienza sicuramente aiuta nella lettura e nella gestione delle situazioni, ma per ricoprire questo ruolo ci devono essere passione e continua volontà di migliorarsi e mettersi in discussione. Sono cose che sento mie».

Il passaggio da membro dello staff a primo allenatore porterà inevitabilmente un cambio di rapporti dentro lo spogliatoio. Usberghi lo sa e lo dice senza giri di parole: «Dovranno essere bravi i ragazzi a scindere la persona dall’allenatore. Io rimarrò me stesso fuori dal campo, tuttavia in campo chiederò il massimo impegno e serietà».

La parola chiave, per la nuova Ripaltese, sembra essere ambizione. Non quella urlata a luglio, ma quella costruita allenamento dopo allenamento. «A questa squadra voglio provare a dare le basi per una crescita dal punto di vista dell’ambizione. In questi due anni alcune dinamiche hanno portato a sedersi, e questo tipo di scelta non mi appartiene. Migliorarsi allenamento dopo allenamento e avere la volontà di mettersi sempre in discussione sono le fondamenta per la crescita individuale e collettiva».

I numeri della scorsa stagione raccontano una squadra capace di segnare tanto, ma anche troppo vulnerabile dietro. Usberghi parte da qui, ma senza dividere il campo in reparti separati: «Tanti gol subiti è vero, ma l’importante è sempre farne uno in più degli altri. Scherzi a parte, bisognerà lavorare con serietà in tutti i reparti per alzare l’asticella. Se si fanno tanti gol non è merito soltanto dell’attacco, come se si subiscono tanti gol non è colpa esclusivamente della difesa. Bisogna ragionare in maniera collettiva».

Anche il mercato andrà in questa direzione. Niente rivoluzioni, ma interventi mirati: «Il presidente ed io abbiamo voluto confermare tutta l’ossatura dello scorso anno, aggiungendo qualche inserimento mirato con l’obiettivo di alzare l’asticella».

Nel bagaglio di Usberghi c’è anche l’esperienza nel calcio a 5 con la Videoton, definita da lui «una lunga e speciale parentesi» della sua vita sportiva. Un mondo diverso, ma non così lontano: «Alcune proposte allenative sono adattabili al calcio a 11, specialmente le palle inattive e la gestione delle situazioni di parità numerica».

Quanto agli obiettivi, il nuovo allenatore evita proclami di classifica. Prima bisognerà capire come si muoveranno le altre squadre. Però un traguardo concreto lo mette già sul tavolo: «Mi sbilancio dicendo che l’obiettivo è fare più di 50 punti subendo meno di 40 gol. Poi quello che sarà la classifica si vedrà».

È una linea chiara: continuità nella rosa, più ambizione nel lavoro, più solidità nei numeri. La Ripaltese riparte da un allenatore giovane, ma già dentro al gruppo. E Usberghi, alla sua prima panchina da protagonista, non sembra avere intenzione di accontentarsi.

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