Il Pieranica ha chiuso la stagione da protagonista. Al ritorno in Terza Categoria, la società ha centrato subito l’obiettivo playoff, arrivando fino alla finale dopo aver frequentato a lungo le zone altissime della classifica. Un percorso importante, chiuso però con l’amarezza della finale contro lo United Sesto: sconfitta sul campo, gara interrotta nel finale e successivo verdetto a tavolino.
Ne abbiamo parlato con il presidente Maurizio Zaganelli, che ha tracciato il bilancio dell’annata, chiarito la posizione della società su quanto accaduto nell’ultima gara e guardato già alla prossima stagione.
Presidente, il Pieranica ha ripreso la Terza Categoria e ha chiuso la stagione arrivando fino alla finale playoff. A bocce ferme, che bilancio fa di questa annata?
«Il bilancio complessivo è sicuramente molto positivo. L’estate scorsa la volontà di rimettersi in gioco è stata forte e siamo ripartiti dalle basi. Abbiamo costruito uno staff nuovo, per poter garantire la massima efficacia sia alla nuova squadra di Terza Categoria sia a quella storica degli Amatori.
Due squadre, ma con un cuore unico: un progetto coeso, pensato per portare una proposta interessante e di qualità sul nostro territorio. Così è effettivamente accaduto».
Guardando il percorso nel suo complesso, che cosa le è piaciuto di più di questa squadra?
«Non è facile fare una scelta, perché sono tante le peculiarità di questo percorso straordinario. Ma scelgo i due ingredienti più importanti: l’umiltà e la determinazione.
L’umiltà, declinata nella nostra realtà, è un elemento chiave: significa dare tutto non solo per se stessi, ma soprattutto per il proprio compagno. Abbiamo avuto uno spogliatoio unito, dove tutti sono stati considerati allo stesso livello e tutti hanno avuto le stesse possibilità di mostrare le proprie capacità, sportive e umane.
La determinazione, invece, è un valore più collettivo. Quando la squadra ha compreso le proprie capacità sul campo, la volontà di perfezionarsi costantemente ha fatto la differenza».
Dopo essere stati a lungo nelle zone altissime della classifica, prevale l’orgoglio per il cammino fatto o resta anche un po’ di rammarico per non aver trovato, nella seconda metà del ritorno, la continuità necessaria per giocarsi il primo posto fino in fondo?
«Di sicuro prevale l’orgoglio per il cammino fatto. Questo non significa non avere rammarichi per alcune partite giocate non all’altezza delle nostre capacità, ma il calcio è così.
Comunque onore ai ragazzi del Monte Cremasco: una squadra forte, che ha meritato la vittoria del campionato».
Nei playoff avete battuto l’Aurora Ombriano e vi siete guadagnati la finale. Che significato ha avuto quel traguardo per una società che era appena tornata in categoria?
«Il raggiungimento dei playoff, il target che ci eravamo prefissati a inizio stagione, ha avuto un grande significato per tutta la realtà.
Sicuramente è stato un punto di arrivo per i ragazzi e per lo staff, perché ha dato consapevolezza del percorso fatto. Allo stesso tempo, però, è diventato un nuovo punto di partenza: ci ha mostrato la necessità di perfezionarci ulteriormente per fare il salto di categoria».
La finale con lo United Sesto si è chiusa con la sconfitta sul campo e poi con il verdetto a tavolino dopo quanto accaduto. Voi avete espresso il desiderio di chiarire la vostra posizione: qual è il punto che il Pieranica sente il bisogno di raccontare o precisare?
«Grazie per questa opportunità. Quello che ci teniamo a precisare è che, come società, abbiamo fatto del nostro meglio per gestire la sicurezza di giocatori, staff e soprattutto della terna arbitrale dopo la decisione di interrompere la gara in anticipo, al 43’ del secondo tempo.
Era una fase molto concitata della partita e noi eravamo convinti di poter acciuffare il pareggio, risultato che ci avrebbe premiato. La gara è stata interrotta per un presunto gesto antisportivo nei confronti del direttore di gara, senza che ci fosse stata alcuna spiegazione sul momento.
Siamo una realtà molto attenta alle tematiche di rispetto e sicurezza, assolutamente contro qualsiasi forma di violenza e soprattutto di discriminazione. Ci dispiace molto che alcune testate giornalistiche non abbiano riportato correttamente i fatti accaduti, generando un volano di commenti negativi che hanno screditato i nostri valori».
Quanto dispiace che una stagione così positiva, costruita in mesi di lavoro, sia stata in parte oscurata da un finale così amaro?
«Dispiace tanto, non è possibile negarlo. Anche perché abbiamo capito che le società, in queste circostanze, non sono adeguatamente tutelate dalla giustizia sportiva.
Siamo convinti del torto subito, ma è da quella delusione che siamo ripartiti come collettivo, con una determinazione ancora più forte nel volerci migliorare complessivamente, per conquistare con merito e senza dubbi la categoria superiore».
Mister Messaggi è confermato. Quanto conta dare continuità tecnica dopo un’annata del genere e da quali certezze ripartirete con lui?
«È stata la prima manovra di mercato conclusa, fondamentale per dare continuità al nostro progetto. Ripartire da lui e con il suo staff è stato un passaggio fondamentale.
Marco è una persona di Pieranica, ama Pieranica e comprende cosa significa giocare per questi colori. Ha mostrato intelligenza e grande preparazione, ma ciò che lo contraddistingue sono le sue capacità umane. È un vero leader, anche nei momenti più difficili».
Guardando alla prossima stagione, che Pieranica dobbiamo aspettarci: una squadra ritoccata con pochi innesti mirati o un gruppo destinato a cambiare in modo più profondo?
«Crediamo fortemente nel percorso avviato l’anno scorso e non riteniamo necessario rivoluzionare la rosa. Anzi, al contrario, come per il mister e lo staff tecnico, la continuità sarà il nostro punto di forza.
Ovviamente è nata l’esigenza di rafforzarci in alcuni ruoli, con l’intento di alzare complessivamente la caratura della squadra e provare a vincere il prossimo campionato».
Dopo una stagione bella, intensa e chiusa con una ferita, che messaggio vuole lasciare ai giocatori, ai tifosi e a tutto l’ambiente Pieranica?
«Ai ragazzi e a tutto lo staff dedico un grande ringraziamento, non solo per i risultati raggiunti, al di sopra di qualsiasi mia aspettativa, ma soprattutto per l’energia e la determinazione messe in questo primo anno insieme. È stato un avvio fondamentale per il nostro ambizioso progetto.
Ai tifosi, ai nostri sponsor, ai nostri familiari e più in generale a tutto l’ambiente Pieranica dedico un pensiero davvero speciale: quello che è stato fatto, ma soprattutto quello che verrà fatto in futuro, sarà possibile solo grazie al loro costante supporto e alla fiducia nella nostra realtà e nei nostri valori. Senza di loro, nulla di tutto questo sarebbe possibile».
Il Pieranica chiude quindi una stagione dal doppio volto: positiva per risultati, crescita e consapevolezza, amara per l’epilogo della finale playoff. Ma dalle parole del presidente Zaganelli emerge una linea chiara: continuità tecnica, pochi innesti mirati e un obiettivo dichiarato senza giri di parole, provare a vincere il prossimo campionato.



