Dopo una stagione chiusa al decimo posto con 33 punti, l’Excelsior Vaiano si prepara ad affrontare il campionato di Seconda Categoria 2026/27 con l’obiettivo di cambiare passo. La scorsa annata ha visto la formazione gialloblù costretta a giocarsi la salvezza ai playout contro il Bagnolo: dopo lo 0-0 dell’andata, l’Excelsior ha conquistato la permanenza nella categoria imponendosi nella gara di ritorno e condannando i cremaschi alla retrocessione.
L’estate ha però portato una vera e propria svolta. In panchina è arrivato Silvio Riluci, tecnico reduce da tre stagioni alla Ripaltese, dove ha costruito un percorso particolarmente positivo raccogliendo importanti soddisfazioni. Una scelta che testimonia la volontà della società di aprire un nuovo capitolo e affidarsi a un allenatore di grande esperienza, che conosce bene il calcio dilettantistico del territorio.
Anche sul mercato l’Excelsior ha mostrato di voler cambiare marcia. Sono diversi i volti nuovi arrivati a Vaiano, con innesti in ogni reparto: dall’esperienza di Francesco Mulas e Mario Silvestro alla conoscenza dell’ambiente di Cristian Castagnuozzo, passando per Stefano Calgaro, Andrea Pavesi, Luca Castellazzi, Leon Myrtaj e Abdalla El Kilani.
Una campagna acquisti che ha modificato sensibilmente l’organico a disposizione di Riluci e che inevitabilmente alza le aspettative attorno alla squadra.
Dopo una stagione nella quale l’obiettivo principale è stato mantenere la categoria, dunque, la domanda sorge spontanea: dove può arrivare questa nuova Excelsior? Quanto è stato importante il lavoro estivo della società e quali sono le reali ambizioni per il prossimo campionato?
Ne abbiamo parlato con il dirigente storico Enrico Maglio e con il nuovo allenatore Silvio Riluci, per conoscere meglio il progetto Excelsior e capire cosa aspettarsi dalla stagione ormai alle porte.
L’Excelsior Vaiano affronterà la Doverese domenica 6 settembre, nella gara valida per il primo turno di Coppa Lombardia.

ENRICO MAGLIO — IL PROGETTO DELLA SOCIETÀ
La scorsa stagione si è conclusa con una salvezza conquistata ai playout, dopo un campionato chiuso al decimo posto. Quanto ha insegnato quella stagione alla società e quanto è cambiata l’idea di Excelsior che avete in mente per il prossimo campionato?
Negli ultimi anni abbiamo voluto implementare le risorse umane per la prima squadra. Un progetto che è nato con l’approdo di Max Bertolotti sulla panchina la scorsa stagione e che vuole proseguire con Silvio Riluci. Abbiamo cercato di aumentare la presenza di personale tecnico e dirigenziale per dare una struttura solida al progetto e tutto il supporto possibile ai giocatori. Per questo ci tenevo a ringraziare e sottolineare il prezioso lavoro di Isaia Marazzi, da sempre colonna della nostra società.

Il mercato estivo è stato particolarmente importante, con diversi innesti in tutti i reparti. Qual è stata la filosofia che vi ha guidato nella costruzione della nuova rosa e, soprattutto, quanto avete voluto alzare l’asticella rispetto alla squadra dello scorso anno?
Sicuramente il primo obiettivo è stato confermare tutti i giocatori che rappresentano anche simbolicamente Vaiano e questo nuovo corso, giocatori di esperienza che possono aiutarci a mantenere vivo lo spirito “vaianese”. Inoltre sono arrivati giocatori dalle indubbie qualità che potranno aiutarci a fare un salto in avanti anche in termini di risultati sul campo.
Tuttavia non è possibile fare previsioni sull’esito del campionato, ci sono troppe variabili. Dobbiamo ragionare per step e sicuramente il primo obiettivo è avvicinarci il prima possibile alla salvezza diretta, per poi avere la mente libera per dedicarci a obiettivi più ambiziosi, con la priorità che va sempre data al divertimento e possibilmente al bel gioco.
Avete scelto Silvio Riluci come nuovo allenatore dopo il suo percorso alla Ripaltese e avete costruito una rosa profondamente rinnovata. Qual è il progetto della società a medio termine? Possiamo parlare di un’Excelsior che vuole semplicemente consolidarsi in Seconda Categoria oppure ci sono ambizioni più importanti?
Conoscevamo Silvio Riluci perché ormai è un tecnico conosciuto nel nostro calcio. Oltretutto, una decina di anni fa era già passato da Vaiano per una breve esperienza durata solamente mezza stagione.
Appena terminato il colloquio con lui avevamo capito che fosse la figura giusta, perché troviamo un tecnico non solo capace di dare un’identità alle sue squadre, ma soprattutto con le giuste competenze per creare un percorso di crescita dei giocatori. Avevamo bisogno di un profilo che non si focalizzasse esclusivamente sul risultato, ma che curasse anche l’aspetto della crescita dell’intero progetto.
SILVIO RILUCI — LA SQUADRA E IL CAMPO
Arrivi a Vaiano dopo stagioni molto positive alla Ripaltese. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida e quali sono le prime sensazioni che hai avuto entrando nel mondo Excelsior?
Ho fatto tre anni meravigliosi a Ripalta, costruendo cose bellissime. Mi porta a Vaiano la passione per il calcio e la predisposizione a costruire, o ricostruire, dei progetti calcistici cercando di modellare e valorizzare le risorse a disposizione, stando attento alla crescita dei singoli, con l’obiettivo di dare un’identità di gioco definita, volta allo sviluppo del gioco.
Ti trovi a disposizione una rosa profondamente rinnovata e con diversi giocatori che possono portare esperienza e qualità. Che tipo di squadra vuoi costruire e quali sono le caratteristiche che non devono mai mancare al tuo Excelsior?
Per conoscere al meglio il materiale tecnico che ho a disposizione ho bisogno di tempo e, soprattutto, è necessario confrontarci con “partite vere”. Domenica, in occasione del primo turno di Coppa contro la Doverese, avrò i primi riscontri in merito.
Siamo ancora in una fase di lavoro nella quale molti valori effettivi non sono ancora del tutto emersi, quindi preferisco sempre avere un quadro più chiaro prima di esprimere giudizi.
Guardando al campionato che sta per iniziare, quale sarebbe per te il segnale che questa stagione sta prendendo la direzione giusta? Hai già in mente un obiettivo di classifica oppure preferisci parlare prima di crescita, identità e continuità?
Penso che il livello medio della Seconda Categoria, soprattutto nel nostro girone, si sia alzato parecchio. Ritengo che ci siano almeno dieci squadre che possono competere per le zone nobili della classifica e poi le altre dovranno inevitabilmente giocarsi la salvezza.
Molte squadre non le conosco bene, altre hanno fatto un mercato che potrebbe stravolgerne il potenziale, quindi anche in questo caso mi risulta molto difficile fare previsioni. L’unica cosa che posso dire è che sarà una stagione sicuramente faticosa e che dovremo sudarci ogni singolo punto.



