Il Casaletto Ceredano riparte da una certezza e da una novità. La certezza è il gruppo che ha vinto la Seconda Categoria. La novità è la Prima, categoria mai affrontata prima dalla società e ora da difendere con entusiasmo, realismo e ambizione.
Per questo il mercato non è stato una rivoluzione. È stato un completamento mirato: 15 conferme dalla rosa della scorsa stagione e 7 nuovi innesti scelti per dare più profondità nei reparti in cui la squadra era numericamente più corta.
Mister Stefano Perolini parte proprio da qui: «Riteniamo che la rosa dell’anno scorso fosse già una buona rosa, costruita per affrontare un campionato di Prima Categoria. Abbiamo confermato ben 15 giocatori della passata stagione e poi abbiamo inserito giocatori che, seppur qualcuno ancora giovane, provengono da campionati di Prima Categoria e qualcuno anche di Promozione».L’idea è chiara: non cancellare quanto fatto, ma alzare il livello dove serviva. «La nostra idea è stata quella di aggiungere un bel mix di freschezza, qualità ed esperienza».
Difesa: freschezza e prospettiva
Nel reparto arretrato sono arrivati due profili giovani, ma già abituati a campionati importanti: Giorgio Marchetti, classe 2006, lo scorso anno alla Soresinese in Promozione, e Cristian Di Virgilio, classe 2005, proveniente dalla Scannabuese, anche lui reduce dal campionato di Promozione.
Perolini li presenta così: «Sono due ragazzi che portano freschezza, determinazione e voglia di mettersi in mostra. Ci daranno una grossa mano e verranno guidati dai nostri difensori più esperti, Maluku, Urmi e Fusari, che li aiuteranno a crescere ancora».
Il Casaletto, inoltre, aspetterà anche il rientro di Cremonesi, classe 2005, fermato nella scorsa stagione dalla rottura del crociato. Il suo ritorno è previsto per gennaio e potrà rappresentare un ulteriore innesto interno nella seconda parte dell’anno.
Centrocampo: la coperta era corta
Il centrocampo era uno dei reparti da completare. Nella stagione del titolo, il Casaletto si era appoggiato con continuità su Piras, Filippini e Groppi, tre giocatori fondamentali ma chiamati a reggere un peso importante per tutto il campionato.
«L’anno scorso il centrocampo era composto solo da tre pedine che sono state fondamentali per tutta la stagione», spiega Perolini. «Hanno speso tanto, giocando ad alti livelli, ma lì la coperta era corta».
Per questo sono arrivati Michele Zaninelli, ex CSO, Mario Rexho, ex Frassati Castiglione, e sugli esterni Alessandro Gibeni, ex Sergnanese.
Tre innesti che, nelle parole del mister, aggiungono «qualità, corsa, fisicità ed esperienza». In Prima Categoria, dove ritmo e intensità saranno diversi, avere più soluzioni in mezzo al campo diventerà una delle chiavi per restare competitivi lungo tutta la stagione.
Attacco: il dopo Mussi-Stringhi
Il capitolo più delicato riguarda l’attacco. Nell’intervista di fine stagione Perolini aveva anticipato gli addii di Mussi e Stringhi, due pedine importanti del Casaletto promosso.
Il tecnico parte dal ringraziamento: «Mussi e Stringhi hanno dato tanto e di più per il Casaletto e non smetteremo mai di ringraziarli».Per sostituirli, la società ha scelto due profili giovani e mirati: Marco Guerci, classe 2005, attaccante reduce da due stagioni con la Scannabuese in Promozione, e Andrea Barbieri, classe 2005, lo scorso anno al Pianengo in Prima Categoria.
«Sono due profili mirati che portano al nostro attacco freschezza, imprevedibilità, voglia e tecnica», sottolinea Perolini. Il reparto offensivo si presenterà quindi con una carta d’identità giovane, ma con potenzialità alte. Ai nuovi arrivati si aggiungono i confermati Maltagliati, classe 2006, Grassi, classe 2000, e Cristiani, classe 2003, protagonisti nella stagione passata.
Il Casaletto perde due riferimenti importanti, ma sceglie di non tradire la propria linea: giovani, qualità, entusiasmo e margini di crescita.
La Prima Categoria: entusiasmo, ma piedi a terra
Ora però arriva il passaggio più atteso: la Prima Categoria. Un salto che cambia il livello, l’intensità e anche la gestione delle partite. Perolini lo sa bene.
«Ci aspettiamo un campionato tosto e diverso», ammette. «Dipenderà molto anche dal girone che troveremo, visto che con molta probabilità saremo messi nel girone lodigiano, però nulla è certo. Dobbiamo farci trovare pronti».
Il Casaletto parte da una base solida, ma dovrà crescere. Non in un solo aspetto: in tutto. «Dobbiamo sicuramente crescere sotto ogni punto di vista, avendo una mentalità sempre propositiva, da squadra che non ha paura di nessuno e che vuole confrontarsi con questo campionato con entusiasmo e voglia, cercando con tutte le squadre di proporre il proprio calcio e le proprie idee».
È forse questa la parte più interessante. Il Casaletto non vuole presentarsi in Prima solo per difendersi. Sa di essere neopromosso, conosce il peso della categoria, ma vuole restare fedele alla propria identità: provare a giocare, proporre, confrontarsi.L’obiettivo, però, resta chiaro e concreto.«Il nostro obiettivo principale sarà tenere la categoria», chiude Perolini. «Il Casaletto non ha mai militato in un campionato di Prima Categoria e lo vorrà tenere stretto, lottando per quello. Poi, se saremo bravi, proveremo a toglierci qualche soddisfazione, cercando sempre di avere ben saldi i piedi a terra, ma con il pensiero di poter comunque stupire con le nostre armi migliori e mettendoci tanto entusiasmo».
Sette innesti, quindici conferme e una categoria nuova da affrontare. Il Casaletto Ceredano riparte così: con il rispetto di chi sa che la Prima sarà un campionato diverso, ma anche con la convinzione di chi non vuole snaturarsi.Prima tenere la categoria. Poi, se il campo lo permetterà, provare a stupire.



