Non un torneo sportivo al quale è stato aggiunto successivamente un tema sociale, ma un’iniziativa nata direttamente dal confronto con l’associazione cremasca impegnata contro la violenza sulle donne. Domenica 18 ottobre Pallanuoto Crema ospiterà Sport Center Parma e SSD Rapallo per un triangolare femminile che unirà pallanuoto giovanile, sensibilizzazione e condivisione.
A raccontare la nascita del progetto e il significato della giornata è la società cremasca.
Come nasce l’idea di dedicare il torneo del 18 ottobre alla lotta contro la violenza di genere? C’è una storia o un incontro da cui è partito il progetto?
«In realtà il torneo non è stato dedicato a questo tema in un secondo momento: è nato proprio così. L’idea è scaturita dall’incontro con le responsabili dell’associazione contro la violenza sulle donne con sede a Crema, avvenuto quando abbiamo iniziato ad avere un settore femminile numeroso».
Come sarà organizzata la giornata e quali squadre parteciperanno?
«Sarà un torneo triangolare con incontri composti da due tempi effettivi di otto minuti. In caso di parità si procederà immediatamente con i rigori. Insieme a noi parteciperanno Sport Center Parma e SSD Rapallo, due realtà di spicco della pallanuoto femminile, tanto a livello giovanile quanto nel panorama più ampio».
In che modo porterete il tema a bordo vasca? Sono previsti momenti di confronto o testimonianze?
«Tutte le squadre indosseranno la stessa maglietta, sulla quale sarà riportato il messaggio della giornata. Prima della presentazione dei tre team a bordo vasca, una delegazione dell’associazione terrà un intervento dedicato al tema. Sarà inoltre presente un banco con il materiale informativo dell’associazione».
Come avete coinvolto le atlete nel significato dell’iniziativa?
«Le nostre ragazze vengono sensibilizzate su questo argomento da quando abbiamo cominciato il percorso con l’associazione. Proprio la presenza e il coinvolgimento di quest’ultima hanno dato un’ulteriore spinta anche a Parma e Rapallo, che hanno aderito al torneo con grande convinzione».
Il rispetto si costruisce anche negli spogliatoi e durante gli allenamenti. Che cosa può fare concretamente una società sportiva?
«Come tutte le società che lavorano con un settore giovanile, abbiamo precise linee guida e possiamo contare su un consulente esterno dedicato. È stata riservata un’attenzione particolare al fatto che atleti e atlete si allenino in piscina in presenza di adulti, attraverso indicazioni specifiche e una formazione rivolta a tecnici e dirigenti».
Come potrà partecipare chi assisterà al torneo? Sono previste forme di sostegno all’associazione?
«Il primo contributo sarà comportarsi in maniera consona, sostenendo le atlete senza eccedere in atteggiamenti antisportivi. Al banco dell’associazione è inoltre solitamente presente una cassetta nella quale sarà possibile lasciare una donazione anonima».
Che cosa vorreste rimanesse al termine della giornata? Il percorso proseguirà durante la stagione?
«Ci auguriamo che, come nelle precedenti edizioni, ci sia un pubblico numeroso e festante, pronto ad applaudire i gesti tecnici che le atlete sapranno regalare. Il torneo terminerà con una merenda capace di riunire tutte le giocatrici presenti. Nel corso della stagione vorremmo inoltre ritagliare alcuni momenti di formazione per le nostre ragazze insieme alle collaboratrici dell’associazione».
Da una giornata in piscina può così partire un messaggio destinato ad andare ben oltre il risultato delle partite. Parlare di violenza di genere, soprattutto con le nuove generazioni, significa aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere comportamenti sbagliati e a costruire relazioni fondate sul rispetto. Lo sport, per la sua capacità di coinvolgere giovani, famiglie e territorio, può diventare uno spazio educativo prezioso: iniziative come quella di Pallanuoto Crema ricordano che la prevenzione passa anche dagli spogliatoi, dagli allenamenti e dal modo in cui si sceglie di stare insieme.



